Misurare la minaccia informatica nel 2025 significa prima di tutto accettare un paradosso: il numero di incidenti confermati segnalati all’ANSSI rimane vicino al suo livello precedente, mentre i casi di esfiltrazione di dati aumentano. Il furto silenzioso di file progredisce più rapidamente degli attacchi visibili come i ransomware. Per chiunque memorizzi dati personali o professionali, la questione non è più se si verificherà un attacco, ma attraverso quale vettore passerà e quanto tempo rimarrà invisibile.
Esfiltrazione silenziosa contro ransomware: due minacce, due logiche
I ransomware cifrano e paralizzano. Il loro effetto è immediato, rumoroso, spesso mediatico. L’esfiltrazione di dati, invece, opera in background: un attaccante copia file sensibili senza attivare alcun allerta, poi minaccia di divulgarli o li rivende.
Il Panorama della minaccia informatica 2025 pubblicato dall’ANSSI l’11 marzo 2026 mostra che gli incidenti di esfiltrazione sono aumentati rispetto al 2024. Questa tendenza cambia la gerarchia delle priorità di protezione: ripristinare un sistema dopo una cifratura non è più sufficiente se i dati sono già stati copiati e diffusi.
| Critero | Ransomware | Esfiltrazione di dati |
|---|---|---|
| Visibilità dell’attacco | Immediata (sistema bloccato) | Spesso tardiva (settimane, mesi) |
| Obiettivo dell’attaccante | Riscatto finanziario diretto | Rivendita o ricatto alla divulgazione |
| Impatto principale | Interruzione dell’attività | Fuga di dati personali o strategici |
| Misura di protezione prioritaria | Backup isolati, piano di ripristino | Rilevamento di flussi in uscita anomali, cifratura a riposo |
| Tempo medio di rilevamento | Alcune ore | Settimane a seconda del contesto |
Ridurre la sicurezza informatica alla sola prevenzione dei ransomware equivale a chiudere la porta d’ingresso lasciando aperta una finestra. Le aziende che investono nel monitoraggio dei flussi di dati in uscita, combinato con una cifratura sistematica dei file sensibili, coprono entrambi gli scenari. Per approfondire questi meccanismi di difesa, la sicurezza informatica su Wiki Dark dettaglia gli approcci adatti a ogni tipo di minaccia.

Dispositivi di frontiera e subappaltatori: i vettori d’attacco sottovalutati
I firewall, le gateway VPN e altri dispositivi esposti su Internet sono tra gli obiettivi ricorrenti identificati dall’ANSSI nel suo bilancio 2025. Un aggiornamento non applicato su un dispositivo di frontiera può offrire accesso diretto alla rete interna, senza che il computer di un dipendente sia compromesso.
L’altro angolo morto riguarda i fornitori. Il Panorama descrive compromissioni che avvengono tramite subappaltatori che avevano accessi legittimi ai sistemi dei loro clienti. Un fornitore mal protetto diventa una porta d’ingresso indiretta verso l’azienda committente.
Due assi di riduzione del rischio si delineano:
- Applicare gli aggiornamenti di sicurezza sui dispositivi periferici in un breve lasso di tempo dopo la loro pubblicazione, in particolare sui dispositivi direttamente accessibili da Internet.
- Limitare e auditare i conti di accesso concessi ai fornitori, applicando il principio del minimo privilegio (accesso limitato al minimo necessario per la missione).
- Segmentare la rete affinché la compromissione di un subappaltatore non dia accesso all’intero sistema interno.
Queste misure non richiedono un budget considerevole. Riguardano più la rigorosità organizzativa che l’acquisto di soluzioni tecniche costose.
Limiti delle statistiche informatiche: ciò che i numeri non dicono
I dati pubblicati dall’ANSSI si basano sugli eventi portati alla sua attenzione. L’agenzia precisa essa stessa che le sue ripartizioni settoriali non costituiscono una misura esaustiva della minaccia in Francia. Una PMI vittima di un furto di dati che non segnala l’incidente non appare in alcun panorama.
Questa opacità complica la valutazione delle conseguenze reali di un incidente per le piccole strutture. I costi di ripristino, la perdita di attività e le eventuali sanzioni normative si accumulano, ma rimangono ampiamente sotto-documentati per mancanza di segnalazioni sufficienti.

Perché la sotto-segnalazione distorce la percezione del rischio
Quando la maggior parte delle PMI non segnala i propri incidenti, le statistiche nazionali sottovalutano meccanicamente il volume reale degli attacchi. I dirigenti che confrontano la propria situazione con questi numeri pubblici concludono, a torto, che il rischio rimane marginale per una struttura delle loro dimensioni.
La combinazione di una sotto-segnalazione massiccia e di una mancanza di preparazione riconosciuta crea un divario tra la percezione del rischio e la sua realtà. I dati settoriali pubblicati servono come segnale di allerta, non come termometro affidabile.
Protezione dei dati in azienda: le misure che riducono concretamente il rischio
La cifratura dei dati a riposo e in transito rimane la prima barriera tecnica contro l’esfiltrazione. Un file cifrato rubato non ha alcun valore per l’attaccante se non possiede la chiave di decrittazione. La cifratura asimmetrica (una chiave pubblica per cifrare, una chiave privata per decrittare) è adatta agli scambi tra partner, mentre la cifratura simmetrica (una sola chiave condivisa) si applica meglio allo stoccaggio interno.
La rilevazione di comportamenti anomali sulla rete costituisce il secondo pilastro. Un trasferimento massivo di file verso un server esterno alle tre del mattino deve attivare un allerta automatica. Senza questa sorveglianza, un’esfiltrazione può durare settimane senza essere individuata.
La formazione delle squadre chiude il cerchio. Gli accessi compromessi tramite phishing rimangono un vettore d’ingresso frequente. Un dipendente che identifica un’email fraudolenta interrompe la catena di attacco prima che raggiunga i sistemi.
La protezione dei dati non si basa su un unico strumento ma sulla coerenza tra cifratura, monitoraggio della rete, gestione degli accessi e sensibilizzazione. Le aziende che trascurano uno di questi anelli lasciano un angolo d’attacco sfruttabile, indipendentemente dal budget investito sugli altri.



